Costi e fisco per parrucchieri: partita IVA, contributi e corrispettivi

13 Febbraio – Tempo lettura 12 min

Foto Analisi Andamento Gestionale Uala

"INPS, INAIL, IVA, costi di gestione e costi fiscali di un salone: facciamo un po' di chiarezza".

La gestione finanziaria aziendale è spesso il tallone d’Achille per molti titolari di saloni di bellezza.

Capita infatti che molti professionisti decidano di aprire il proprio salone da parrucchiere sottovalutando però tutta la questione fiscale.

È invece di fondamentale importanza avere la fiscalità del salone costantemente sotto controllo fin dall’inizio: dai costi principali che riguardano il personale, il magazzino, l’affitto ed il marketing. Ma non solo anche i contributi ed i costi riguardanti le Partita IVA a Regime Forfettario.

Per costruire un business di successo e con delle solide basi, infatti, uno dei principali punti focali è anche – e soprattutto – l’analisi economica e la gestione finanziaria del salone.

Quali sono i costi principali di un salone?

Essere un ottimo parrucchiere o estetista non è sinonimo di essere un ottimo manager. Per creare e gestire un business di successo dovrai infatti monitorare e ottimizzare costantemente l’andamento della attività.

Non importa se il salone è grande o piccolo: ci sono alcune costanti con cui bisogna confrontarsi ogni giorno. Le principali voci di bilancio che devi sempre tenere a mente sono ad esempio:

  • i costi del personale
  • la gestione del magazzino
  • i costi di locazione (affitto)
  • i costi per pubblicità e marketing
  • tasse e adempimenti fiscali.

È quindi fondamentale conoscere quali sono i costi sia nel caso in cui si volesse aprire un nuovo salone, sia nel caso in cui si stia preparando il piano business per il nuovo anno.

Specifichiamo che tutti i costi e le percentuali si basano sui benchmark di settore nazionali.

Per benchmark si intende: procedure di analisi che servono a scoprire aree di opportunità o di crescita. In caso contrario dimostrano che il lavoro sta già portando risultati di successo.

I costi del personale di un parrucchiere

Uno dei principali costi che bisogna sempre monitorare è quello del personale. E non si tratta solo del calcolo del semplice stipendio annuo (RAL) ma anche di tutti i tributi e versamenti che devi tenere in considerazione, come ad esempio:

  • il TFR,
  • gli oneri previdenziali,
  • la tredicesima e la quattordicesima,
  • i rimborsi per le eventuali trasferte,
  • straordinari o lavori extra.

Inoltre, le spese per i dipendenti cambiano in base al tipo di contratto che hai stipulato con loro, anche se per i contratti a tempo indeterminato sono previsti degli incentivi.

Foto collaboratori Salvo Filetti

È consigliato tenere sempre a mente che il costo del personale non superi (mai) il 45% dei ricavi.

Specificando che una busta paga mensile per un collaboratore può variare da: 480 euro circa (1° Livello di apprendistato) fino ai 1.710 euro di spesa complessiva (Professionista con più 20 anni d’esperienza).

Per calcolare il costo del personale il calcolo da fare è:

Paga Complessiva per servizi / Vendite complessive per servizi

Costi dei prodotti estetica/parrucchiere in magazzino

I costi da sostenere per il magazzino  dipendono da molte variabili: la sua grandezza, il tipo di beni immagazzinati, le eventuali assicurazioni stipulate, le giacenze, lo shrinkage (ossia le perdite di magazzino dovuto allo smarrimento dei prodotti, magari perché sono stati mal riposti oppure rubati)…

In questo caso bisogna sempre tenere a mente che i costi sul magazzino non siano maggiori del 6% delle entrate totali generate dai servizi.

Per poter aver il risultato corretto i calcoli da fare in questo caso sono 2:

Inventario Iniziale + Acquisti - Inventario Finale = Costo Prodotto

Costo Prodotto / Entrate complessive per servizi

Per questo motivo è di vitale importanza che la gestione del magazzino sia monitorata costantemente, dall’anagrafica degli articoli agli ordini automatici, passando per il carico e lo scarico, l’inventario, i documenti e le scadenze.

Costi di affitto di un salone di bellezza

Da tenere presenti sono anche i costi di locazione.

Il costo di locazione, ovviamente, varia in base alla zona, alla grandezza e allo stato dell’immobile. Secondo i benchmarks nazionali il costo di locazione non dev’essere maggiore del 6% delle entrate totali per ricavati, ovvero vendite.

Per individuare il costo di locazione il calcolo da fare è:

Totale Affitto / Vendite Totali

Costi di pubblicità e marketing per parrucchiere e estetista

Nel XXI secolo non può assolutamente mancare una strategia di marketing. Che ci si affidi ad un’agenzia esterna oppure no, il costo di marketing e la pubblicità non può essere maggiore del 2,5% delle entrate totali per vendite.

In questo caso il calcolo da fare è:

Costi pubblicità e marketing / Vendite Totali

È altrettanto fondamentale tenere sempre traccia dei risultati ottenuti, così da poter concentrare i tuoi sforzi sulle strategie che portano i frutti migliori.

Tasse e contributi: un parrucchiere quanto deve pagare?

Gli adempimenti fiscali riguardano l’INPS gestione artigiani, INAIL, (fissi e da pagare a prescindere dal reddito) iscrizione alla camera di commercio e il versamento delle imposte come saldo e/o acconto. È importante ricordare che per il calcolo delle imposte possono essere portati in deduzione i contributi.

Si può optare, in base a quanti sono i propri ricavi, per diversi regimi contributivi che hanno le seguenti aliquote:

  1. Regime forfettario: se i ricavi NON superano 65.000 euro. La caratteristica più importante del regime forfettario è che la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva viene determinata a forfait. Attenzione, questo significa non considerare analiticamente le spese effettive dell’attività.
  2. Regime semplificato: le tasse vengono pagate sul risultato netto tra somma delle entrate al netto dei costi sostenuti per l’attività. I ricavi non possono superare i 400.000 euro e le tasse si pagano in base allo scaglione IRPEF che parte dal 23% e arriva fino al 43% tramite scaglioni progressivi. Il vantaggio rispetto al regime ordinario è che l’artigiano non ha l’obbligo di redigere il bilancio ed è esonerato dalle scritture contabili.
  3. Regime Ordinario: le tasse sono identiche al regime semplificato.

L’INPS e INAIL per il parrucchiere

Parrucchieri ed estetisti possono beneficiare di uno sconto sui contributi del 35% se scelgono il regime forfettario. Attenzione: l’agevolazione non è automatica e deve essere richiesta esplicitamente all’INPS, quando si apre la partita IVA tramite una richiesta scritta. 

I contributi INPS (da pagare in 4 rate: 16 Maggio, 22 agosto, 16 novembre e 16 febbraio) sono pari al 24% dei ricavi.

C’è una soglia minima su cui calcolare i contributi che è 15.878€: il minimo versamento di contributi da pagare all’INPS è quindi di 3.800 euro ma diminuisce a 2.400 euro se si richiede l’agevolazione del 35%.

Inoltre è importante ricordare che gli artigiani con più di 65 anni già pensionati hanno una riduzione del 50% e i giovani con meno di 21 anni hanno l’aliquota agevolata al 20,55%.

Gli artigiani hanno anche l’obbligo dell’iscrizione INAIL che ha un costo annuale di poche centinaia di euro (200 circa) in quanto l’artigiano parrucchiere/estetista rientra nella seconda classe di rischio che ha un premio minimo di 133 euro. 

INPS e INAIL si pagano sin da subito, dopo aver aperto l’attività con liquidazioni a rate.

Regime forfettario o dei minimi per il parrucchiere

Il regime forfettario è un regime fiscale esente da IVA. Le fatture del parrucchiere forfettario saranno esenti IVA. 

La mancanza dell’IVA oltre ad una maggiore competitività all’interno del mercato, perché permetterà di applicare prezzi più bassi per le proprie prestazioni, porterà anche ad un risparmio dal punto di vista del professionista che seguirà il parrucchiere nella gestione della partita IVA. 

L’assenza di IVA infatti, semplifica molti adempimenti del commercialista.

La Partita IVA per parrucchieri

Un altro aspetto che va a influire in modo determinante sui costi annui di gestione del tuo negozio dipende anche dal tipo di attività che hai deciso di costituire, come una ditta individuale o una società.

Foto parrucchiere durante piega

Aprire la partita IVA come parrucchiere e la contestuale iscrizione in Camera di Commercio all’albo degli artigiani è il primo passo per essere in regola

Questa procedura avviene attraverso una comunicazione unica ai diversi enti preposti (Agenzia dell’Entrate, CCIA ed INPS), chiamata comUnica a cui possono accedere solo gli enti e i professionisti abilitati. 

Il parrucchiere essendo un artigiano, ha l’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio che comporta un costo di 50 euro annui.

Per aprire la partita IVA come parrucchiere, devi accertarti di avere tutti i requisiti di legge ai sensi della Legge n.174 del 17/08/2005.

Gli attributi richiesti sono:

  1. frequenza di un apposito corso di qualificazione della durata di 2 anni seguito da un corso di specializzazione,
  2. titolarità di un esercizio di barbiere iscritto all’albo delle imprese artigiane e frequenza di un apposito corso di riqualificazione,
  3. esperienza professionale conseguita presso imprese di acconciatura in qualità di dipendente qualificato, familiare collaboratore o socio partecipante al lavoro con un periodo lavorativo a tempo pieno di tre anni, da effettuare nell’arco di cinque anni, e dallo svolgimento di un apposito corso di formazione teorica.

Quindi la qualifica per artigiano della bellezza, per normativa, prevede che la qualificazione professionale si consegua mediante il superamento di un esame teorico-pratico preceduto da particolari itinerari formativi.

Dopo aver verificato di possedere i requisiti richiesti è possibile aprire la partita IVA.

Codice ATECO per parrucchieri

Una volta aperta la Partita IVA dovrai scegliere il Codice Ateco, ovvero la sequenza alfanumerica diversa per ogni tipologia di attività.

Il Codice Ateco per i parrucchieri è il 96.02.01 per lo svolgimento delle seguenti attività:

  • Servizi di barbiere, parrucchiere;
  • Attività di lavatura, taglio, messa in piega, tintura, ondulatura, lisciatura e simili trattamenti dei capelli per uomini e donne.

È veramente necessario scegliere il corretto Codice Ateco, perché è da questo che deriva il proprio coefficiente di redditività, fondamentale per il calcolo del reddito imponibile su cui verranno poi calcolate le imposte da versare.

Il coefficiente di redditività per acconciatori e barbers prevede l’aliquota (importo in percentuale su un determinato totale) del 67%. Quindi significa che il 67% dei ricavi viene tassato, mentre il restante 33% no.

Quali sono le azioni da fare in sintesi?

  • Compilare e far pervenire il modello AA9-12 telematicamente direttamente alla sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate o cartacea tramite raccomandata A/R.

All’interno del modello AA9-12, oltre ai dati personali, dovranno essere inseriti alcuni dati specifici come:

  • la scelta della sede della propria attività,
  • il codice Ateco corretto,
  • il regime fiscale adottato.

Tassazione per parrucchieri con Partita IVA

Se si ha deciso di adottare il Regime forfettario per la propria Partita Iva come parrucchiere, bisognerà versare:

  • Imposta sostitutiva (unica imposta che sostituisce le altre pagate nei regimi ordinari. Sostituisce l’IRPEF, le addizionali regionali e l’IRAP);
  • Contributi previdenziali obbligatori;
  • Diritto camerale annuale.

Infine l’imposta sostitutiva ha un’aliquota del 15%, eccetto in alcuni casi nei quali si può accedere alla riduzione del 5% per i primi 5 anni di attività. L’imposta la si applica al reddito imponibile, ovvero al risultato che si ottieni unendo i ricavi il tuo coefficiente di redditività.

Il calcolo da fare è:

Ricavi X Coefficiente di Redditività al 67%

Come Artigiani bisogna iscriversi:

  • alla Camera di Commercio, al quale bisogna versare circa 50 euro per il diritto camerale,
  • alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, al quale bisogna versare i contributi obbligatori.

Chiarendo ulteriormente: per il reddito che va da 0 a 15.878 euro (il “reddito minimale“) bisogna versare i contributi fissi pari ad un importo di 3.818,16 euro, indipendentemente dai ricavi che si conseguono alla fine dell’anno.

Quindi anche con reddito zero, la contribuzione fissa è da versare.

Mentre per coloro che eccedono la soglia dei 15.878 euro verrà applicata un’aliquota contributiva del 24%.

È importantissimo ricordare che: facendo parte della Gestione Artigiani e Commercianti, si può richiedere la riduzione del 35% dei contributi; basta collegarsi al sito dell’INPS ed inviare il modulo per via telematica.

I corrispettivi elettronici

Un altro aspetto fondamentale che bisogna monitorare costantemente sono i corrispettivi elettronici, che sono entrati in vigore nel 2019.

Con la nuova Legge di Bilancio 2019, infatti, è diventato obbligatorio per tutti i saloni di bellezza e per parrucchieri l’invio telematico dei corrispettivi tramite registratore telematico, conosciuto anche come RT (un registratore di cassa con capacità di connettersi ad internet).

In sostanza al momento della chiusura di cassa giornaliera l’RT, in modo automatico (senza intervento umano) predispone e sigilla automaticamente il documento contenente i dati complessivi della giornata lavorativa e lo trasmette in modo sicuro all’Agenzia delle Entrate.

Gestirli potrebbe essere complicato senza un gestionale predisposto collegato alla cassa.

Per questo motivo in Uala abbiamo sviluppato un gestionale semplice per gestire anche i corrispettivi elettronici.

Scendendo più nel dettaglio, con il gestionale UALA Business si possono creare e gestire tutti i corrispettivi elettronici, conservarli per 10 anni e inviarli automaticamente all’Agenzia delle Entrate a seguito della chiusura giornaliera.

Se si ha il desiderio di aprire un salone per parrucchiere o se ne possiede uno ma si vuole massimizzare i propri utili, una meticolosa analisi finanziaria e fiscale è la base per avere un salone di bellezza di successo.

Come Uala può aiutarti?

Con Uala si possono eliminare definitivamente tutti gli archivi cartacei ed avere sempre traccia dei propri documenti.

Con Uala potrai eliminare le ipotesi ed ideare strategie vincenti basate su numeri e analisi personalizzate. Grazie ad oltre 50 report contenenti le spese ed i ricavi e molto altro avrai una visione completa del tuo salone di bellezza, ovunque sarai.

Attraverso l’utilizzo di un gestionale puoi risparmiare tempo nella gestione del tuo salone e concentrarti maggiormente sul tuo lavoro e sui tuoi clienti.

Con Uala si può avere, inoltre, più controllo sulla gestione del personale e dei clienti, avere costantemente monitorato il magazzino, stampare scontrini e ricevute, creare campagne di comunicazione in pochi passaggi, ma soprattutto avere note tecniche sempre aggiornate e accessibili per ogni servizio.

Scegliere Uala significa entrare a far parte di una community di artigiani della bellezza visionari, che vivono il proprio business con lo sguardo sempre rivolto verso il futuro.

Che ne dici, vuoi provare il nostro gestionale? Richiedi allora una demo gratuita oppure contattaci allo 02.56566170.

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